Quando il "Rasoio di Occam" è troppo affilato

a cura di Daniele Ross  (Mentalista - Team P.A.R.I. / Progetto S.E.R.P.)

Il “Rasoio di Occam” è un principio metodologico, ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno. Afferma l'inutilità di formulare più ipotesi di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno, quando quelle iniziali siano già sufficienti.

In parole povere: spesso l'ipotesi più semplice è la più probabile.

Il nostro universo è caratterizzato da una fenomenologia praticamente illimitata. Alcuni fenomeni sono immediatamente rilevabili dai sensi, altri sono un po’ più sfuggenti e indiretti. Una cosa certa è che non sono facilmente schematizzabili, è quindi necessario un notevole spirito di osservazione e un intenso studio. L’universo è in un certo senso disseminato di indizi a cui solo i più curiosi pongono attenzione e sono in grado di inquadrare in teorie che vanno al di là dell’ovvio.

Questa ricerca dovrebbe essere quindi condensata in un principio chiave: nessun limite. 

Purtroppo si assiste da sempre, e in particolare in epoca contemporanea, a un’interpretazione dogmatica di questo principio e, anziché perseguire una ricerca libera, si finisce con lo stabilire a priori cosa sia giusto o meno indagare, relegando tutto il resto a pseudoscienza o banalità. Ma chi può dire con certezza cosa può essere corretto rendere oggetto di studio?

Mi viene in mente una citazione di Edward de Bono: “Molti preferiscono racchiudere la realtà entro schemi rigidamente definiti e incontestabili, perché solo a queste condizioni è loro possibile far prevalere l'esperienza acquisita”. L'esperienza rischia quindi di restringere la nostra visione delle cose, anziché allargarla. E' modellata su ciò che conosciamo!

Le nuove teorie hanno spesso trovato l’ostacolo della "Scienza predominante". Pensiamo a come furono inizialmente ostaggiate quelle di Galilei e Einstein, oppure alle affermazioni di numerosi scienziati che anni dopo si sono rivelate essere sbagliate e conservatrici. A fine ottocento si sconsigliava lo studio della fisica perchè si pensava avesse sondato tutte le manifestazioni dell’universo.

Se non ci fossero stati individui in grado di ragionare fuori dagli schemi, oggi non sapremmo probabilmente cosa sono i batteri, o gli atomi, ad esempio. Come è possibile quindi stabilire a priori che non sia necessario aumentare gli elementi e le ipotesi in gioco e quindi gli studi ad essi correlati? Perchè non investire risorse nella ricerca alternativa? Ci dobbiamo fidare di chi stabilisce per noi cosa sia degno essere studiato?

Il "Rasoio di Occam" è un buon attrezzo, ma usiamolo con parsimonia o, oltre alla barba, può portar via anche la pelle. 

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