Eremo di Santa Maria alla Sambuca (Livorno)

Team T.P.R. Tuscany Paranormal Research 09/12

Relazione a cura di Gabriele Nannetti e Matteo Bennardi
Fotografie di Arianna Colomba

A inizio settembre una segnalazione anonima ci informa di potenziali "Attività Paranormali" presso l'Eremo di S. Maria alla Sambuca, nella campagna tra Livorno e Collesalvetti. Il testimone afferma di essersi recato sul posto pochi giorni prima e aver visto di fronte a sé una figura umanoide indistinta, d'aspetto aeriforme e semitrasparente che gli correva incontro. Non risultano chiare le circostanze dell'apparizione, né il contesto.
Le ricerche preliminari di tipo storico e folkloristico non rivelano alcun elemento di particolare interesse in ambito Paranormale.
L’Eremo della Sambuca si erge in una valletta presso le sorgenti del Torrente Ugione. Della chiesa, intitolata a S.Maria di Marrana, si ha notizia dal 1238; è noto inoltre che l’annesso Romitorio (dormitorio per i pellegrini) fu eretto dagli Agostiniani, i quali lo donarono nel 1318 ai frati penitenziali Gesuati, qui residenti fino alla soppressione (1668), per poi passare in mano a privati. La chiesa subì le maggiori trasformazioni, mentre il Romitorio ha conservato la struttura originaria duecentesca, tranne poche modifiche resesi necessarie per la conversione ad usi agricoli. Restaurato nel 1910, in quanto monumento nazionale, dopo un lungo abbandono è oggi al centro di progetti che mirano a farne una struttura congressuale.
A ogni modo, il posto è sempre molto frequentato per il suo fascino e la bellezza dei boschi che lo circondano: eppure nei secoli non sembra essere mai trapelata alcuna storia legata a fenomeni paranormali.
La seconda domenica di settembre facciamo il primo sopralluogo. Il tempo è pessimo, cielo coperto con possibilità di pioggia imminente.
Dopo circa 3-4 Km di strada a piedi nei boschi, giungiamo a una curva dopo la quale si apre come per incanto lo spiazzo verdeggiante con l’Eremo.
La struttura, che si armonizza molto bene con l'ambiente circostante, è situata in una depressione del terreno e fiancheggiata dal torrente Ugione.
Il complesso si sviluppa su una pianta quadrangolare, stretta attorno al chiostro aperto sull’Ugione. Nel Romitorio è inglobata la chiesa, segnalata dal campanile che emerge dai tetti del chiostro. Di questa, la parte centrale è la più antica (XI sec.), con copertura a crociere. Arricchito da un altare tardo rinascimentale, l’edificio presenta sul fianco destro tracce di interventi pittorici più tardi, staccati nel 1953 e custoditi a Livorno. (informazioni tratte dal sito del comune di Collesalvetti)
L'ala del monastero che fronteggia il ponte sul torrente è l’unica restaurata di recente dal Comune di Livorno (si parla comunque del 1994), e abbiamo scoperto che le sale messe in sicurezza vengono affittate tuttora, durante l’estate, per feste private.
Proprio sul muro del lato corto di quest'ala, notiamo dei simboli apparentemente di stampo esoterico, effettuati con terra rossa (o polvere di mattone), ai quali scattiamo delle foto.
La struttura a ferro di cavallo avvolge come un grembo una specie di chiostro che sul lato centrale presenta un portico sostenuto da colonne in mattoni e tufo. Gli accessi risultano tutti murati o sigillati sia su questo che sugli altri lati dell'edificio.
La parte non restaurata è in condizioni di decadenza: dalle finestre e altri buchi nel muro e nel soffitto s'intravede il primo piano (difficilmente raggiungibile e comunque non praticabile).
Un grosso cedimento della parete permette invece l’ingresso a tre piccoli locali, di cui non è possibile dedurre con sicurezza la destinazione originale. Buona parte del soffitto di ciascuno è franato e oltre alle macerie sono presenti rifiuti in plastica, che dimostrano una volta di più la barbarie dei visitatori moderni.
Notevole il soffitto di una delle stanze, che presenta ancora l’antica copertura a mattoni neri. disposti per creare un motivo artistico.
Durante le perlustrazioni, ci imbattiamo in altri due visitatori, che tristemente ci comunicano di essere alla ricerca di una persona che risulta tuttora dispersa nella zona.
Dopo aver effettuato una ricognizione veloce, ci sorprende la pioggia e siamo costretti a ripiegare verso casa. Mentre torniamo indietro notiamo una piccola grotta scavata sotto la collina che fiancheggia la strada principale, che porta ad un locale sorretto anch’esso da colonne di pietra. Si può supporre che fosse un locale adibito alla conservazione o maturazione di cibarie o bevande.
Due settimane dopo, approfittando di una giornata calda e soleggiata, torniamo all’Eremo con l’attrezzatura pronti a condurre l’indagine vera e propria.
Sulla strada incontriamo molti turisti, ma nonostante ciò, quando arriviamo sul posto non sembra esserci nessuno, e quindi le condizioni d'indagine risultano accettabili.
Ripercorriamo dunque il percorso fatto la prima volta con il rilevatore di campi elettromagnetici e il termometro laser: come prevedibile, entrambi non rilevano nessun tipo di anomalia significativa.
Ci spingiamo anche nei dintorni, scoprendo quello che probabilmente era un terreno coltivato, con tanto di pozzo in disuso e, poco più in là, un altro piccolo edificio totalmente in rovina e invaso dalla vegetazione.
Ogni passo viene filmato da una telecamera digitale ad alta definizione.
Piazziamo un registratore digitale nella grotta (che una rapida esplorazione rivela essere vuota, a eccezione di grossi insetti, tra cui anche api terricole) e nel frattempo conduciamo una sessione E.V.P. stimolata, ponendo le solite domande del caso.
Dopo circa mezz'ora senza alcun avvenimento significativo, decidiamo di interrompere e recuperiamo anche l'altro registratore.
L’indagine dura complessivamente un paio d’ore, alla fine delle quali torniamo a casa ad analizzare il materiale raccolto.
Analisi Audio :
L’analisi dei file audio riporta i seguenti risultati :
  • Grotta: sostanziale silenzio (la sensibilità del microfono era stata settata a un livello basso, a causa dell'ambiente molto angusto).
  • Sessione E.V.P.: un urlo in lontananza e l’abbaio di un cane, probabilmente provenienti da una casa distante poche centinaia di metri. Nessuna risposta alle domande da noi poste.
Analisi Video :
L’analisi dei file video non ha messo in luce alcun tipo di anomalia né risultati interessanti.
Abbiamo controllato un’ora di registrazione senza trovare alcuna presenza di movimenti anomali né ORB'S.
Analisi Fotografica :
Le centinaia di foto scattate non riportano niente di anomalo.
Quelle che immortalano i simboli esoterici tracciati sul muro dell’Eremo sono state visionate da esperti di letteratura esoterica, che hanno trovato somiglianze significative con simbologie occulte utilizzate in rituali d'evocazione (tratti dalla Clavicula Salomonis).
Conclusioni :
Non abbiamo trovato nessuna conferma di ciò che ci è stato segnalato. Le uniche ipotesi che si possono avanzare sono che le condizioni ambientali o lo stato mentale del testimone fossero non ottimali, tanto da avergli fatto scambiare qualcosa di naturale (magari una persona vera e propria) per un'entità paranormale. La presenza di simboli esoterici e l'aspetto particolare del luogo possono aver contribuito alla suggestione che ha scatenato l'equivoco.
Va ricordata anche la possibile presenza di una persona scomparsa nella zona, e soprattutto quella dei molti curiosi e amanti del trekking che ogni giorno frequentano il posto.
Per concludere, il posto, per quanto molto suggestivo, sembra risultare di elevato interesse soltanto come meta di piacere e non come sito di rilevanza per attività paranormali.

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