Indagini e Ricerca: quando tutto è possibile ma non tutto è concesso!

a cura di Laura Ferraioli (Associazione Consumatori Serenissima - Team P.A.R.I. / Progetto S.E.R.P.) 

Nei giorni scorsi sul Gruppo Facebook del Progetto S.E.R.P. è apparso il seguente post:

“Buongiorno, si informa che in questo Gruppo non è consentito ai terzi estranei al Team del Progetto S.E.R.P. di fare inviti personali e/o proporre attività di qualsivoglia natura a chi ci segue. Sul punto verrà fatta una specifica modifica dell'attuale Regolamento, ma nel frattempo si diffida chiunque dal far credere di avere il benestare e/o l'autorizzazione del Team del Progetto S.E.R.P. nel proporre la propria attività, della quale, tra l'altro, non siamo in alcun modo in grado di garantire alcunché sia sul piano dell'affidabilità che della serietà. Con ogni più ampia riserva di procedere nelle opportune sedi nei confronti di chiunque persevererà in simili condotte”.

Chi è solito partecipare attivamente alle discussioni, che spesso hanno origine in seguito alla pubblicazione degli interventi di coloro i quali, oltre a leggere ciò che postiamo, ci chiedono un parere su fatti ed episodi personali che non gli sembrano avere una spiegazione “logica”, avrà con molte probabilità capito il motivo che ci ha spinto a introdurre una modifica nel Regolamento del Gruppo e cioè la necessità di tutelare i nostri iscritti da proposte o richieste di contatti privati sulle quali non siamo assolutamente in grado di offrire garanzia alcuna.

E del resto come potremmo mettere la mano sul fuoco sulla serietà, sulla capacità o peggio ancora sull'onestà di persone che il più delle volte conosciamo solo virtualmente? 

A chi volesse farci notare che siamo noi che decidiamo chi accogliere nel Gruppo, notazione peraltro più che legittima, non possiamo che rispondere: “assolutamente sì, come del resto è però ovvio che sia quando si crea un Gruppo su Facebook”, ma ciò non esclude che vi siano delle cautele che riteniamo doveroso adottare a tutela di chi ci segue.

Per dirla in altro modo: se mentre si sta discutendo di un'esperienza che si crede possa essere definita “Paranormale” interviene qualcuno che comincia a prendere in mano la situazione offrendo la propria esperienza, il proprio curriculum o anche i propri strumenti di analisi per dimostrare o meno la veridicità di quanto teorizzato e questo qualcuno non fa parte del nostro Team di Ricercatori e dunque è a noi estraneo, tutto possiamo permetterci di fare fuorché di mettere la mano sul fuoco per lui.

Che poi si tratti della persona più capace, illuminata e responsabile del pianeta non è assolutamente da escludere, anzi, non possiamo che augurarcelo!

Semplicemente non lo sappiamo.

Ma è bene ribadirlo specie quando leggiamo frasi del tipo “scrivimi in privato”, “dammi i tuoi recapiti”, “dimmi dove vivi così vengo con i miei collaboratori e le mie apparecchiature...”.

Questi inviti sono qualcosa di più di un semplice scambio di idee o di vedute e fingere di non leggerli è per noi impossibile visto che, prima ancora di essere gli amministratori del Gruppo, siamo convinti sostenitori di una metodologia di Ricerca che non prevede interventi sul campo fatti a prescindere, risposte frettolose e mal documentate perché qualcosa la si deve pur dire e trovare o sarebbe inutile parlarne, gare e competizioni con altre realtà simili alla nostra a dimostrazione che come analizziamo noi determinati eventi non li analizza nessuno…

Ma voglio andare oltre e invitarvi ad una riflessione: fintanto che sulla materia le conoscenze saranno ancora tutte in fieri o non si troveranno delle prove talmente inconfutabili da consentirci dei parametri di misurazione e analisi degli eventi studiati che rappresentino il cosiddetto “anno zero” dal quale poter partire tutti quanti con comparazioni e raffronti di quanto man mano rilevato e scoperto e fintanto che esisteranno gruppi operanti in “ordine sparso” (il nostro non è ovviamente escluso da tale elenco!) ognuno con i propri strumenti spesso simili ma ancor più spesso diversi a seconda che si possa spender poco o molto, per cui lo stesso sbalzo termico nella medesima stanza viene da taluni registrato col termometro per la febbre, da altri con quello per la cottura del brasato e da altri ancora con uno strumento che canta tanti auguri quando lo accendi, beh, lasciatemelo dire, tutto è possibile ma non tutto è concesso! Ecco in sintesi perché quando ci raccontate di aver vissuto dei momenti che non riuscite a spiegarvi la nostra prima risposta non è mai (e mai lo sarà!) quella di chiedervi prematuramente l'indirizzo o il cellulare, ed ecco perché spesso vi facciamo persino arrabbiare nel rispondervi che occorre andare per “esclusione” prima di giungere a una “affermazione”.

Il nostro torto (sempre ammesso che torto sia!) è di essere e voler rimanere “persone serie” che non hanno fondato il Team P.A.R.I. e tantomeno creato il Progetto S.E.R.P. per finire sulle prime pagine dei giornali o per poter dire d'aver scoperto l'universo parallelo. Non abbiamo alcun interesse a pescare nel Gruppo questo o quel contatto a seconda che la sua storia sia spendibile o meno sui media o altrove perché se lo facessimo tradiremmo sia noi che voi.

Dal che se ne deduce che, quando chi interviene su questo o quel post dimostra di operare in una qualche maniera che ci lascia perplessi e non ci convince, tutto possiamo fare fuorché tacere o voltarci dall'altra parte! Chiamasi “senso di responsabilità”...

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